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Sos Caucaso - Adotta un pastore del caucaso

 

 

                                        PERCHE' SOS CAUCASO

 

Nonostante sia nata a Milano nel mio DNA c’è una sfrenata passione per gli animali. Pare infatti che la mia prima parola non sia stata né mamma né papà bensì cavallo!!! Il sogno di una vita in campagna circondata da quanti più animali possibile mi ha accompagnata per il mio primo quarto di secolo di vita. Finalmente una quindicina di anni fa riesco a realizzarlo e qualche anno dopo a farne anche la mia attività . Realizzo quindi una pensione per animali.

Un giorno mi viene chiesto di ospitare un pastore del Caucaso che, onestamente, non sapevo neanche cosa fosse. Non posso descrivere l’insieme di emozioni che ho provato quando me lo sono trovato davanti: un concentrato di maestosità, di fierezza, di indipendenza che trapelava da ogni singolo pelo, in tre parole : colpo di fulmine!!!

Due anni dopo un’amica mi chiede aiuto per un Pastore del Caucaso di 3 anni che rischia la soppressione…lo adotto e poco dopo ne adotto un altro che per fortuna riesco a riaffidare ad amici dopo un anno. Nel frattempo ne era arrivato un terzo, anche qui situazione disperata. E poi un quarto ed un quinto qualche mese fa. Comincio a prendere coscienza del fatto che  pur se lo spazio non mi manca, mi devo fermare perché i cani costano . Quindi il lampo di genio! : perché non trovare qualcuno che possa aiutarmi ad offrire ai Pastori del Caucaso in canile o che rischiano di finirci, la possibilità di una qualità di vita migliore in attesa di una nuova sistemazione?

Qualcuno potrebbe obiettare che i cani sono tutti uguali, che un Pastore del Caucaso non ha più diritti di altri. Vero, in parte. Già perché chi si reca in un canile per adottare un cane difficilmente poserà il suo sguardo su un cane che mostra totale indifferenza o, peggio, esibisce tutta la sua dentatura alzandosi in piedi a mo’ di orso ringhiando ed abbaiando furioso all’estraneo che sta violando il suo territorio, ma dirotterà la sua scelta verso un cane dagli occhi languidi che dicono “portami via da qui”…ed il povero Pastore del Caucaso  resterà nel suo box a sperare che un giorno arrivi qualcuno che possa apprezzare quel suo essere così CANE. Ma quel giorno potrebbe non arrivare mai.


E COSI’ NASCE SOS CAUCASO.


Ringrazio di cuore, soprattutto a nome di questa grande razza, chi ha mi ha dato il suo appoggio in questa iniziativa e quanti vorranno sostenerci.

Laura Monfreda

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              Perché questa avventura?


Pur conoscendo Laura da diverso tempo e pur apprezzandone la dedizione e l’impegno cinofilo, è solo nel mese di gennaio che, parlando del più e del meno, ho accettato la sua proposta di imbarcarmi in questa avventura: la creazione di un comitato spontaneo, di una associazione no profit, che si sarebbe occupata di Pastori del Caucaso sfortunati e in stato di bisogno.

Io non credo nell’assistenzialismo, non credo nell’aiuto che arriva dall’alto, non penso che lo stato si debba sostituire all’iniziativa privata credo invece che le iniziative private meritevoli debbano trovare nella pubblica amministrazione un supporto che consenta di fare cose buone e non vengano ostacolate dalla burocrazia.

 Ed è con questo spirito in nome di una politica “del fare” invece di quella “del dire” che ho partecipato fin da subito nel fondare “SOS CAUCASO” insieme a Laura!

 Il Pastore del Caucaso (quando è adulto) non risulta molto simpatico ai più, è un cane bello ma spesso troppo aggressivo, selvatico e troppo rustico per far muovere le corde della compassione, non è un dolcissimo Beagle dallo sguardo triste e languido che ti fa correre in suo aiuto.

 Spesso nello sguardo del Caucaso abbandonato ci vedi fierezza e strafottenza, sfida e diffidenza, non è un cane “politicamente corretto” e diciamocela tutta è piuttosto stronzo!

Ed è per questo, neanche a dirlo, che è così difficile occuparsi di lui. Già non è una razza facile di suo se poi ci mettiamo un vissuto problematico, l’abbandono, percosse e reclusione in canile ecco che otterremo un vero bandito. Per questo e per altri motivi non esistono esperienze analoghe a SOS Caucaso in Italia. Con una serie di iniziative che via via vi spiegheremo, la nostra organizzazione cercherà di informare, far conoscere la razza in ogni suo aspetto, proporre eventi ma soprattutto ricovererà, assisterà, darà una vita dignitosa a quei soggetti che per gravissimi motivi si troveranno in stato di abbandono.

Sottolineo “per gravissimi motivi”….chi ha fatto la scelta sbagliata non verrà da noi pensando di lasciare il proprio cane ma si rivolgerà al proprio allevatore, oppure cercherà lui stesso una nuova casa per il suo amico o alla peggio pagherà qualcuno perché se ne occupi, insomma cercherà una soluzione personale ad un problema appunto personale. Si interviene solo quando davvero il caso è disperato.

 Io credo molto in questa iniziativa che senza l’incoscienza (…per chi non lo sapesse non è che con chi li aiuta i Pastori del Caucaso smettono di essere mordaci…) di Laura non sarebbe mai partita e sono pronta anche a scommettere che ne uscirà qualcosa di buono alla faccia di chi non ci darà una mano…perché è difficile coinvolgere gente in qualcosa che non rende…

 Rispondo una volta per tutte a quanti ti dicono: ma con tutti i bambini che muoiono di fame in Africa…ecc.ecc..

Per prima cosa nessuno è al corrente di quante e quali altre iniziative ognuno di noi sostiene, a quante opere di carità presta il proprio contributo, una iniziativa non esclude necessariamente l’altra. Seconda cosa : gli animali non hanno mai colpe, non sono politicizzati, non utilizzano aiuti umanitari per acquistare armi, non ingaggiano guerre in nome di nessuno, non fanno demagogia, non si affamano tra loro, semplicemente vivono, respirano e fanno parte dell’universo senza pretese!

 Quello che vorremmo davvero è poter dare una seconda possibilità a cani che altrimenti sarebbero condannati perché non hanno lo sguardo dolce, perché non sono piccoli e teneri, perché nessuno ha mai girato un film su di loro, perché non sono di moda, perché sono grandi, grossi, pelosi e spesso incazzati, perché sono PASTORI del CAUCASO e sono fieri di esserlo anche se sono rimasti soli.

 Antonella Ghidini 

  

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